PERFETTI SCONOSCIUTI: le 5 cose da sapere sul film - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento PERFETTI SCONOSCIUTI: le 5 cose da sapere sul film



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Alcuni dei migliori attori della commedia italiana contemporanea danno vita a un balletto di rivelazioni, balle improvvisate, segreti svelati, inutile arrampicarsi sugli specchi, nella commedia corale Perfetti sconosciuti, dall’11 febbraio al cinema. Simona Santoni ha scritto su Panorama.it le 5 cose da sapere sul film, che riportiamo di seguito: 1) Gli smartphone che celano (e rubano) il privato Paolo Genovese, autore anche di Immaturi e sequel, è da un po’ che voleva realizzare un film sulla vita segreta delle persone, a partire da questa frase di Gabriel García Márquez: “Ognuno di noi ha una vita pubblica, una privata e una segreta”. Il cellulare è diventato il fulcro e mezzo della sua storia, scritta insieme a Rolando Ravello, Paolo Costella, Filippo Bologna e Paola Mammini. Lo smartphone, oggetto invadente, asfissiante e oppressivo, sempre con noi, persino in bagno, è la “scatola nera” a cui oggi affidiamo desideri inconfessati e non detti pruriginosi. Ed è l’arma deflagrante con cui Genovese manda per aria routine sentimentali o amicali, serene o annoiate. “‘Sti cosi ci stanno rovinando l’esistenza“, sbotta il personaggio di Battiston. “Ci hanno rubato il privato“. Mai battuta è stata più vera. E proprio tramite ‘sti cosi onnipresenti Genovese smaschera l’ipocrisia di vite imbellettate, che spesso proprio tramite selfie fatti con smartphone sembrano invece avere un’apparenza felice e perfetta. 2) Un emulo – innovativo – di Carnage Il modello narrativo di Perfetti sconosciuti è un connubio di Carnage di Roman Polanski e la recente commedia francese Cena tra amici, che già avevano portato a diversi emuli nel nostro cinema (si vedano Il nome del figlio di Francesca Archibugi e Dobbiamo parlare di Sergio Rubini). In un contesto chiuso, un appartamento, amici cari e coppie consolidate si incontrano e poi si scontrano. Il vaso di Pandora dei loro segreti viene scoperchiato. Shock, litigi, colpi di scena si susseguono. Perfetti sconosciuti ha però un elemento nuovo, il cellulare come scrigno tossico delle nostre voglie più profonde. Si tratta di un’intuizione acuta che magari potrà essere esportata al di là dei confini patri. Luca (Marco Giallini) ed Eva (Kasia Smutniak), marito e moglie in disarmonia circa l’educazione di loro figlia, invitano a cena i loro amici. Ci sono i novelli sposi, innamorati e vulcanici, Cosimo (Edoardo Leo) e Bianca (Alba Rohrwacher); i coniugi stanchi e distanti Lele (Valerio Mastandrea) e Carlotta (Anna Foglietta); Peppe (Giuseppe Battiston), che doveva essere in compagnia della sua nuova fidanzata rimasta però a casa perché malata. Eva, con un gusto perverso per la provocazione, ha l’idea detonante: ognuno è invitato a mettere sul tavolo il proprio telefonino, ogni sms o what’s up deve essere letto a voce alta, ogni telefonata messa in viva voce. Lo scopo? Dimostrare che non è vero che i sette amici si conoscono così bene e sono limpidi e trasparenti nei confronti degli altri. 3) Ritmo, coralità ed esagerazioni Il giochino proposto da Eva si trasforma ben presto in un gioco al massacro, un terremoto destinato a destabilizzare ogni rapporto. Nessuno si salva. Nessuno è scevro da dinamiche celate, più o meno colpevoli. È proprio qui, però, che Genovese perde le redini dell’equilibrio, spargendo manciate troppo generose di situazioni al limite, sms di facile fraintendimento, telefonate a grappoli. Il ritmo comico è discreto e concede diverse boccate d’aria. Il feeling tra gli attori è solido, in una coralità sostenuta da una certa eleganza stilistica. 4) Giallini, Battiston e Mastandrea su tutti Tra i magnifici sette di Perfetti sconosciuti è soprattutto l’ala maschile a regalare le battute e le mimiche facciali più esilaranti. Mastandrea ha in bocca le frasi più divertenti e in viso l’espressività più disarmante; spetta anche a lui, in difesa del personaggio di Battiston, una riflessione finale scottante sull’ipocrisia latente nell’amicizia dei sette. Giallini, col suo solito recitare felpato, funanbolo sornione della comicità, dà forza e simpatia genuine e quasi raffinate. Battiston, dimagrito rispetto alle ultime apparizioni, conferma la sua arguzia comica, tra timidezza, dire e non dire, sfogo adirato: la sua sfuriata strappa risate. 5) Colonna sonora d’autore Perfetti sconosciuti è il decimo lungometraggio di Genovese, che continua la sua collaborazione con i grandi cantautori italiani. Questa volta la canzone che porta lo stesso titolo del film è stata scritta e interpretata da Fiorella Mannoia. Per Immaturi (2011) la canzone clou era stata firmata da Alex Britti; in Tutta colpa di Freud (2014) la colonna sonora era di Daniele Silvestri, mentre in Sei mai stata sulla luna? (2015) la canzone era stata scritta da Francesco De Gregori.   Simona Santoni da...


BAFTA: The Revenant, Di Caprio e Morricone i trionfatori agli “Oscar Britannici” - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento BAFTA: The Revenant, Di Caprio e Morricone i trionfatori agli “Oscar Britannici”



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  Ennio Morricone ha vinto il Bafta per la miglior colonna sonora per il film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight“. Si tratta della prima colonna sonora scritta dall’87enne compositore italiano per il regista americano. Tarantino in passato aveva utilizzato altre musiche di Morricone tratte da altri film. Questo riconoscimento agli ‘Oscar britannici’ fa ben sperare in vista dell’assegnazione degli Oscar a Los Angeles, a breve. A dominare la serata degli Orange British Academy Film Awards, che si è tenuta a Londra, è stato però The Revenant: il film di di Alejandro G. Inarritu si è portato a casa il premio come miglior film, miglior regista e miglior attore protagonista, con Leonardo DiCaprio. Ecco la lista completa dei premi:   Miglior Film: The Revenant Miglior Film britannico: Brooklyn Miglior Regista: Alejando G. Inarritu (The Revenant) Attore protagonista: Leonardo DiCaprio (The Revenant) Attrice protagonista: Brie Larson (Room) Attore non protagonista: Mark Rylance (Ponte delle spie) Attrice non protagonista: Kate Winslet (Steve Jobs) Star emergente: John Boyega Film di animazione: Inside Out Sceneggiatura originale: Il caso Spotlight Sceneggiatura non originale: The Big Short Film non in inglese: Storie pazzesche (Argentina/Spagna) Colonna sonora: Ennio Morricone (The Hateful Eight) Fotografia: Emmanuel Lubezki (The Revenant) Montaggio: Mad Max: Fury Road Scenografie: Mad Max: Fury Road Costumi: Mad Max: Fury Road Suono: The Revenant Effetti speciali: Star Wars: Il risveglio della Forza Trucco: Mad Max: Fury Road Cortometraggio: Operator Animazione breve: Edmond Documentario:...


LEONARDO DI CAPRIO VINCE L’OSCAR: almeno in questo videogioco - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento LEONARDO DI CAPRIO VINCE L’OSCAR: almeno in questo videogioco



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Se anche per voi il caro Leonardo Di Caprio si merita finalmente un Oscar, potreste essere interessati al browser game Leo’s Red Carpet Rampage. Ideato da The Line, questo simpatico gioco ci permetterà di aiutare il caro Leo a raggiungere il suo agognato Oscar, statuina d’oro che da ormai troppo tempo sfugge dalle sue mani e che anche quest’anno non mancherà di togliergli quale notte di sonno in atteso della Notte degli Oscar 2016 che si svolgerà il prossimo 28 febbraio. Trovate il gioco a questo indirizzo ma fate attenzione: preparate fasciature per le mani e pomate analgesiche, l’artrite vi coglierà in men che non si dica. Nel mentre, vi ricordiamo che The Revenant, film per il quale Leo ha già vinto Golden Globe e BAFTA e per il quale potrà vincere (finalmente) l’Oscar, è in programmazione nelle nostre...


IL GRANDE SUCCESSO DI DEADPOOL: critica e pubblico celebrano negli Usa il supereroe “atipico” - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento IL GRANDE SUCCESSO DI DEADPOOL: critica e pubblico celebrano negli Usa il supereroe “atipico”



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Il Post illustra il grande successo che Deadpool sta ottenendo negli Stati Uniti d’America sia in termini di critica che di pubblico. Da noi il film uscirà domani e si prevede che anche in Italia possa incontrare dei risultati simili a quelli oltreoceano. “Il 12 febbraio è uscito negli Stati Uniti Deadpool, un film di supereroi basato sull’omonimo personaggio della Marvel, che in Italia uscirà il 18 febbraio. Deadpool è diretto da Tim Miller, al suo primo film da regista (prima aveva lavorato come direttore creativo per i titoli di testa di Millenium – Uomini che odiano le donne e per il secondo film della saga di Thor). Il protagonista del film è Ryan Reynolds, un attore canadese famoso soprattutto per il ruolo di Hannibal King in Blade: Trinity e per quello di Lanterna Verde nel film del 2011 basato sul supereroe della DC Comics. Reynolds aveva già interpretato Deadpool nel film X-Men le origini: Wolverine. Tra gli altri attori di Deadpool c’è anche Morena Baccarin, famosa soprattutto per la serie Homeland. Il film è uno dei più attesi blockbuster dell’anno, e negli Stati Uniti se ne parla da diversi mesi, anche grazie a un’efficace campagna promozionale che ha giocato sulla caratteristica principale e più insolita del personaggio, cioè il senso dell’umorismo. Nel suo primo weekend nei cinema Deadpool ha fatto incassi enormi: solo negli Stati Uniti ha guadagnato 135 milioni di dollari, battendo di 45 milioni il record di Cinquanta sfumature di grigio per gli incassi nel weekend di San Valentino. Deadpool è stato anche il film più di successo nel suo primo weekend negli Stati Uniti tra quelli classificati come “R” dalla Motion Picture Association of America (quelli che richiedono l’accompagnamento di adulti per i minori di 17 anni) e quello che ha incassato di più nel suo primo weekend tra quelli distribuiti dalla 20th Century Fox (il record precedente era di Star Wars: La vendetta dei Sith). Complessivamente, in tutto il mondo Deadpool ha già incassato 260 milioni di dollari, per un budget stimato intorno ai 58 milioni: un successo enorme, in sostanza. Deadpool nei fumetti Il personaggio di Deadpool apparve per la prima volta nel 1991, nel numero 98 della serie Nuovi Mutanti della Marvel: venne creato dallo sceneggiatore Fabian Nicieza e dal disegnatore Rob Liefeld. Il vero nome di Deadpool è Wade Wilson: dopo un’infanzia difficile – sua madre muore di cancro, suo padre è violento – Wilson si arruola nell’esercito canadese e diventa poi un mercenario. Quando Wilson scopre di essere malato terminale di cancro, il governo canadese gli offre la possibilità di partecipare a un progetto speciale chiamato “Arma X”: gli viene così impiantato uno speciale fattore rigenerante simile a quello del supereroe Wolverine. Dopo l’operazione Wilson acquisisce la capacità di guarire istantaneamente dalle ferite, ma rimane sfigurato in volto e nel corpo da rughe e cicatrici. Quello di Deadpool è un classico esempio di anti-eroe, un personaggio positivo con metodi però non convenzionali e discutibili, per il quale il fine giustifica i mezzi (molto diverso quindi da supereroi come Spiderman e Superman). Anche supereroi più oscuri e sfaccettati come Batman sono riluttanti a uccidere quando non è strettamente necessario: non uccidere un nemico è in molti fumetti quello che definisce il supereroe.” Continua a leggere lo speciale su “Il Post”   Prenota o acquista i biglietti per Deadpool a questo...


ASTROSAMANTHA IL FILM: l’evento speciale nelle nostre sale l’1 e 2 marzo 2016 - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento ASTROSAMANTHA IL FILM: l’evento speciale nelle nostre sale l’1 e 2 marzo 2016



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La voce dell’attore Giancarlo Giannini accompagna lo spettatore negli ultimi tre anni della vita di Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio. Astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e pilota dell’Aeronautica Militare, tra le donne europee Samantha detiene il primato di giorni consecutivi di permanenza nello spazio nell’ambito della seconda missione di più lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Un documento straordinario, che racconta la “donna” Samantha e “l’astronauta” Cristoforetti. Un film per tutti, il ritratto di una donna unica, protagonista di un evento che rimarrà nella storia. Il regista Gianluca Cerasola e sua la troupe hanno accompagnato Samantha attraverso tre continenti (sulla terra) fino alla sua partenza verso lo spazio, entrando nel suo mondo e conoscendo i suoi affetti. Si sono fatti spiegare le prove che ha dovuto affrontare il suo fisico nelle fasi di preparazione, le difficoltà e le soddisfazioni. In questo lungo percorso Samantha si è raccontata e ha condiviso curiosità e aneddoti dal misterioso e affascinante mondo dei viaggi e delle scoperte spaziali.   Prenota e acquista i biglietti per l’evento a questo link!...


RAZZIE AWARDS 2016: in attesa degli Oscar, ecco i film peggiori dell’ultimo anno - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento RAZZIE AWARDS 2016: in attesa degli Oscar, ecco i film peggiori dell’ultimo anno



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Trionfo per “Cinquanta sfumature di grigio” che riesce ad aggiudicarsi il temuto Razzie in ben cinque categorie. Peggiore in assoluto. “Cinquanta sfumature di grigio” piglia tutto nella cerimonia degli anti-Oscar. Nei Razzie Awards, che celebrano il peggio che il cinema ha proiettato nel corso dell’anno, l’adattamento del romanzo erotico conquista la statuetta come “peggior film”, “peggiore attore protagonista” per Jamie Dornan, “peggiore attrice protagonista” per Dakota Johnson, “peggior coppia sullo schermo” e “peggior sceneggiatura”. Spicca anche le performance di Eddie Redmayne (peggior attore non protagonista) il quale, in caso di vittoria del premio Oscar, potrebbe fare la storica accoppiata Oscar-Razzie nello stesso anno con due film diversi.   Razzies 2016: tutti i vincitori Peggior film Fantastic 4 – I Fantastici Quattro Cinquanta sfumature di grigio Peggiore attore Jamie Dornan per Cinquanta sfumature di grigio Peggiore attrice Dakota Johnson per Cinquanta sfumature di grigio Peggiore attore non protagonista Eddie Redmayne per Jupiter – Il Destino dell’Universo Peggiore attrice non protagonista Kaley Cuoco per Alvin Superstar: Nessuno ci può fermare e The Wedding Ringer Peggiore coppia o ensemble Jamie Dornan e Dakota Johnson per Cinquanta sfumature di grigio Peggior regista Josh Trank per Fantastic 4 – I Fantastici Quattro Peggiore sceneggiatura Kelly Marcel per Cinquanta sfumature di grigio Peggior prequel, sequel, remake o scopiazzatura Fantastic 4 – I Fantastici Quattro Redeemer Award Sylvester...


OSCAR 2016: tutti i vincitori da DiCaprio a Morricone passando per Mad Max: Fury Road - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento OSCAR 2016: tutti i vincitori da DiCaprio a Morricone passando per Mad Max: Fury Road



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Tutto è andato più o meno come previsto: dopo quasi vent’anni di attesa, Leonardo DiCaprio è riuscito finalmente a vincere l’Oscar come Miglior Attore Protagonista grazie alla sua performance in Revenant – Redivivo. Assieme a Leo, il Maestro Ennio Morricone è riuscito a vincere il suo primo premio per la Miglior Colonna Sonora di The Hateful Eight (regia di Quentin Tarantino) portandosi a casa la seconda statuetta dopo il premio alla carriera; è curioso che Morricone abbia vinto il suo primo Oscar per un film dopo aver vinto quella alla carriera. Strepitosa anche la performance di Mad Max: Fury Road che ha vinto ben sei statuette “tecniche” fra le quali montaggio e costumi. Il premio per miglior film è andato a Il Caso Spotlight ma la sensazione è che sia mancato quel poco di coraggio per riconoscere a Mad Max: Fury Road il riconoscimento definitivo dopo aver ammesso l’assoluta qualità del film attraverso i premi tecnici. Da sottolineare, inoltre, la vittoria del premio alla Miglior Regia per Alejandro G. Inarritu il quale è riuscito a bissare il successo dello scorso anno (Birdman) con Revenant – Redivivo. Ancora più incredibile, in questo senso, il successo di Emmanuel Lubezki che ha fatto addirittura tripletta con il premio alla Miglior Fotografia: Gravity (2014), Birdman (2015), Revenant – Redivivo (2016). Fra gli altri attori, oltre a Leonardo DiCaprio, il premio alla Miglior Attrice Protagonista è andato a Brie Larson per Room (in arrivo il 2 marzo nelle nostre sale), mentre la Miglior Attrice Non Protagonista è stata Alicia Vikander per The Danish Girl. Infine, il premio al Miglior Attore Non Protagonista è andato a Mark Rylance per Il Ponte delle Spie che è riuscito a battere il favorito (dal pubblico) Sylvester Stallone per Creed. Una sensazione agrodolce che ha scontentato i tanti fan di Rocky ma che, come insegna proprio il celebre personaggio di fronte alle sconfitte, ha fatto stringere ancora di più i fan attorno al loro idolo che, prima o poi, sarà adeguatamente ricompensato.   Ecco l’elenco dei premi nelle categorie principali. I vincitori sono indicati in grassetto. – Miglior film Il caso Spotlight (vincitore) La grande scommessa Il ponte delle spie Brooklyn Mad Max: fury road Sopravvissuto – The Martian Revenant – Redivivo Room – Miglior regia Adam McKay, La grande scommessa George Miller, Mad Max: Fury road Alejandro Gonzales Iñárritu, Revenant – Redivivo (vincitore) Lenny Abrahamson, Room Tom McCarthy, Il caso Spotlight – Miglior attore protagonista Bryan Cranston, L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo Matt Damon, Sopravvissuto – The Martian Leonardo DiCaprio, Revenant – Redivivo (vincitore) Michael Fassbender, Steve Jobs Eddie Redmayne, The danish girl – Miglior attrice protagonista Cate Blanchett, Carol Brie Larson, Room (vincitore) Jennifer Lawrence, Joy Charlotte Rampling, 45 anni Saorsie Ronan, Brooklyn – Miglior attore non protagonista Christian Bale, La grande scommessa Tom Hardy, Revenant – Redivivo Mark Rylance, Il ponte delle spie (vincitore) Mark Ruffalo, Il caso Spotlight Sylvester Stallone, Creed – Miglior attrice non protagonista Jennifer Jason Leigh, The hateful eight Rooney Mara, Carol Rachel McAdams, Il caso Spotlight Alicia Vikander, The Danish girl (vincitore) Kate Winslet, Steve Jobs – Miglior sceneggiatura originale Il ponte delle spie Ex machina Inside out Il caso Spotlight (vincitore) Straight outta Compton – Miglior sceneggiatura non originale La grande scommessa (vincitore) Brooklyn Carol Sopravvissuto – The martian Room – Miglior film in lingua straniera El abrazo de la serpiente (Colombia) Mustang (Francia) Il figlio di Saul (Ungheria) (vincitore) Theeb (Giordania) A war (Danimarca) – Miglior film d’animazione Anomalisa Boy and the world Inside out (vincitore) Shaun – vita da pecora Quando c’era Marnie – Miglior montaggio La grande scommessa Mad Max: fury road,Margaret Sixel (vincitore) Revenant Il caso Spotlight Star wars: il risveglio della Forza – Miglior fotografia Carol The hateful eight Mad Max: fury road Emmanuel Lubezki, Revenant – Redivivo (vincitore) Sicario – Migliori effetti speciali Ex machina (vincitore) Mad Max: fury road Sopravvissuto – The Martian Revenant – Redivivo Star Wars: il risveglio della Forza – Miglior colonna sonora originale Il ponte delle spie Carol The Hateful eight (vincitore) Sicario Star Wars: il risveglio della Forza – Miglior canzone Earned it, 50 sfumature di grigio Manta Ray, Racing extinction Simple song #3, Youth Til it happens to you, The Hunting Ground Writing’s on the wall (Jimmy Napes e Sam Smith), Spectre (vincitore) – Miglior documentario Amy (vincitore) Cartel land The look of silence What happened, Miss Simone? Winter of fire: Ukraine’s fight for freedom – Miglior cortometraggio Ave Maria Day one Everything will be ok Shok Stutterer...


GIORNATA DEGLI OSCAR 2016: mercoledì 9 marzo i migliori film tornano nelle nostre sale - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento GIORNATA DEGLI OSCAR 2016: mercoledì 9 marzo i migliori film tornano nelle nostre sale



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Dopo anni di attesa e ben 6 nomination, Leonardo Di Caprio è riuscito a vincere il premio Oscar come Miglior Attore Protagonista in Revenant – Redivivo, che si è aggiudicato anche i premi per la Miglior Regia (Alejandro G. Inarritu) e per la Miglior Fotografia (Emmanuel Lubezki, terzo premio di fila). Grandiosa anche la performance di Mad Max: Fury Road che ha vinto ben sei statuette, facendosi ricordare come il film più premiato di questa edizione. Room è valso invece l’Oscar per la Miglior Attrice Protagonista a Brie Larson, mentre gli attori che hanno vinto i premi come migliori non protagonisti sono andati a Mark Rylance per Il Ponte delle Spie e ad Alicia Vikander per The Danish Girl. La Grande Scommessa si è aggiudicato il premio Oscar per la miglior sceneggiatura, riuscendo a spiegare in maniera convincente un tema come quella della crisi finanziaria. il maestro Ennio Morricone, infine, è riuscito a vincere la statuetta per la colonna sonora di The Hateful 8 di Quentin Tarantino. Insomma, nessuna notizia che non sapevate già; ma cosa accomuna tutti questi film e protagonisti al di là dei premi vinti? Il fatto che mercoledì 9 marzo torneranno in via del tutto eccezionale nelle nostre sale per “festeggiare” assieme, e a prezzo promozionale, i film che hanno segnato gli ultimi 12 mesi. Non mancate! La programmazione completa della giornata a questo...


KUNG FU PANDA 3: in super anteprima in 3D nelle nostre sale il 12 e 13 marzo 2016 - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento KUNG FU PANDA 3: in super anteprima in 3D nelle nostre sale il 12 e 13 marzo 2016



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In Kung fu Panda 3, dopo essersi ricongiunto con il papà Li, che non vedeva da lungo tempo, Po raggiunge con lui il suo villaggio d’origine: un paradiso segreto dei panda in cui incontra una serie di esilaranti nuovi personaggi. La minaccia tuttavia è dietro l’angolo, quando infatti il potente spirito maligno Kai inizia a terrorizzare l’intera Cina sconfiggendo tutti i maestri di kung fu, ci vorrà tutta l’abilità e l’audacia di Po per insegnare ai suoi maldestri e festaioli compagni panda l’arte del kung fu, e trasformarli così in una vera e propria squadra da combattimento. MyMovies ne parla così: Il perfido Kai, supremo signore della guerra di tutta la Cina, trova il modo di sfuggire al regno degli spiriti dove l’aveva esiliato il suo ex fratello di armi Oogway, ed è intenzionato ad attaccare la valle e distruggere il palazzo di giada per carpire il chi – l’energia che anima tutte le cose viventi – dei suoi nemici. Per fermarlo il destino richiede l’intervento del guerriero dragone: e chi altri è il guerriero dragone se non Po, il panda cinese versato nelle arti marziali già protagonista dei primi due episodi della saga di Kung Fu Panda? Ma Po è ancora lontano dal dominare il suo chi, e dall’aver capito chi sia: non aiuta il fatto che è cresciuto senza genitori e chiama papà un’oca affettuosissima ma visibilmente non appartenente alla sua specie. Il percorso verso la conoscenza di sé per Po comincerà a dipanarsi proprio quando si farà vivo suo padre naturale Li, che gli rivelerà l’esistenza di un villaggio segreto dei panda e lo avvierà verso la riscoperta del suo appartenere alla specie degli orsi cinesi. Ma ci vorrà tutto il cuore e il coraggio di Po – nonché l’aiuto del saggio Shifu, dei Cinque cicloni e di entrambi i suoi papà – per fare fronte alla minaccia di Kai. E la riscossa passerà per un’arte (non marziale) per la quale Po non credeva di possedere alcun talento: l’insegnamento. Se questa trama può sembrare complicata, l’ora e mezza di narrazione filmica riesca a rendere Kung Fu Panda 3 comprensibile anche ai più piccoli attraverso quella reiterazione variegata ma sistematica che sta alla base di ogni insegnamento efficace. L’altra chiave della comprensibilità della storia – e dell’efficacia della narrazione filmica – è la leggerezza con la quale Kung Fu Panda 3 affronta temi filosofici (e religiosi) piuttosto pesanti. Come negli episodi precedenti, la marcia in più è la velocità: l’azione è sempre fulminea ed elegante come una mossa di kung fu, l’uso di tecniche di animazione (e cinematografiche) miste, come il passaggio dalle immagini in 3D a quelle in 2D, dalla graphic novel all’iconografia tradizionale cinese, ma anche l’uso dello split screen, del ralenti e dell’accelerazione improvvisa, rendono lo svolgimento della storia fluido e spedito. L’unione di forze dietro la cinepresa, dove troviamo ancora una volta la coreana Jennifer Yuh ora coadiuvata dall’italiano Alessandro Carloni, supervisore artistico dell’intera triade (nonché di Dragon Trainer), è un binomio yin e yang, una fusione armonica fra estetica (ed etica) orientale e tecniche spettacolari occidentali. Alla produzione c’è come sempre Guillermo Del Toro, garanzia di qualità e di coerenza stilistica della saga. Il risultato è una storia complessa ma accessibile, emotivamente coinvolgente (si veda la sottotrama che riguarda la coesistenza di due padri in assenza della madre, molto attuale di questi tempi), ricca di ironia gentile e di umorismo delicato. Un invito all’autoconsapevolezza e al dominio di se stessi che non diventa mai sermone moraleggiante. Kung Fu Panda 3 sarà in anteprima nelle nostre sale, in 3D, sabato 12 e domenica 13 marzo 2016. Potete consultare gli orari e prenotare/acquistare i biglietti a questo...


CINEWORLD TRENTO SU TELEGRAM: inaugurato il canale per chi ama il cinema a Trento - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento CINEWORLD TRENTO SU TELEGRAM: inaugurato il canale per chi ama il cinema a Trento



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JEEG ROBOT: così l’eroe riluttante è diventato super-cult - dal

Trailer e programmazione nei cinema di Trento JEEG ROBOT: così l’eroe riluttante è diventato super-cult



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Un delinquente asociale di Tor Bella Monaca acquista i superpoteri dopo un tuffo radioattivo nel Tevere e diventa emulo di Jeeg robot d’acciaio, cartone giapponese di culto per i nati negli anni Settanta: su una trama così non avrebbe scommesso nessuno, infatti il regista ha cercato fondi per cinque anni e alla fine se l’è prodotto da sé. E invece, dopo l’accoglienza entusiastica della critica al Festival di Roma, “Lo chiamavano Jeeg Robot”, opera prima di Gabriele Mainetti, sta trionfando in sala: oltre due milioni d’incasso in due settimane. Un successo inatteso, soprattutto per un’opera prima, paragonabile alle performance di “Se dio vuole” e “Smetto quando voglio”, che però erano commedie, un genere “sicuro”. Come mai questo improbabile spaghetti-manga sta sbancando al botteghino? La trovata di Jeeg, equivalente dei supereroi Marvel nell’immaginario dei giovani adulti italiani, è un’intelligente strizzata d’occhi, ma il successo della pellicola non si fonda sull’effetto-nostalgia: la storia avvince anche chi ignora la saga animata. E il genere dei supereroi da noi non è troppo amato (prova ne sia il flop del Ragazzo invisibile di Salvatores). Per stile e contesto, Jeeg ricorda più la serie Gomorra che non Batman e simili. La rappresentazione iperrealista della periferia romana di Tor Bella Monaca richiama da vicino la Ostia di “Non essere cattivo” di Caligari, con cui condivide l’attore Luca Marinelli: dramma splendido, ma di nicchia. «Cos’è un eroe?», chiede uno speaker televisivo nell’ultima scena del film: «Un individuo dotato di grande talento e straordinario coraggio, che sa scegliere il bene al posto del male, che sacrifica se stesso per salvare gli altri ». Il segreto è tutto qui: Enzo-Jeeg è un eroe, prima che un supereroe. L’archetipo dell’Eroe e il viaggio iniziatico che lo rende tale sono presenti in tutte le culture ed esercitano un fascino immutabile da secoli. Chris Vogler, nel celebre manuale per sceneggiatori Il viaggio dell’eroe, ne decodifica la struttura alla luce degli studi su miti e archetipi di Joseph Campbell e Jung, e spiega che esso continua a “funzionare” perché tocca i grandi temi esistenziali: il bene, il male, cosa ci porti a scegliere l’uno o l’altro. Successi planetari come la saga di Star Wars sono variazioni sul tema del “viaggio dell’eroe”. E così pure Jeeg, che lo adatta a una periferia dell’Italia di oggi, una terra sventurata, quindi assai bisognosa di eroi che, recita il finale, ravvivino la speranza in un futuro migliore. Gli autori hanno assimilato a fondo la lezione del grande cinema americano: lo script è costruito alla perfezione e radicato negli archetipi di cui siamo sempre più affamati, in un mondo povero di miti, riti e simboli. Nella Roma di Jeeg sono concentrate tutte le paure del presente: dalla contaminazione nucleare al terrorismo. Lo scontro archetipico bene-male è attualizzato in chiave narcisista: il cattivo, lo Zingaro, è pronto a tutto pur diventare famoso e avere milioni di visualizzazioni su YouTube, dalla collaborazione con la camorra alla strage allo stadio. Enzo-Jeeg (un eccezionale Santamaria), fallito, emarginato, è il tipico “eroe riluttante”, come il Léon di Luc Besson. Dei super-poteri non sa che farsene, da principio li impiega solo per le rapine; diventa celebre suo malgrado. Non sono i superpoteri a renderlo eroe, ma l’amore. Mentore della trasformazione è Alessia, una ragazza disadattata, figlia abusata di un ex complice di Enzo, che sfugge all’angoscia dei traumi rifugiandosi nel mondo di Jeeg Robot: un’idiota portatrice della saggezza del cuore che ricorda le storielle della tradizione ebraica, uno dei più bei personaggi femminili del nostro cinema recente (Ilenia Pastorelli, già concorrente del Grande Fratello, è una rivelazione). Enzo s’innamora della sua fragilità, desidera proteggerla. Riconosce la propria incapacità di amare, “insegnami tu”, le chiede; per la prima volta, incontra qualcuno che creda in lui. L’amore per Alessia si trasforma in qualcosa di molto più grande. Enzo comincia ad agire da eroe non per vendetta (stile Tarantino), né per “salvare il mondo”, ma perché vede il volto di lei dietro quello di ogni persona che ha bisogno d’aiuto. Solo l’amore salva, educa (in senso letterale: tira fuori il meglio) e trasforma, persino nelle realtà più disperate: il messaggio di Jeeg è affine a quello del film di Caligari. L’intuizione felice di Mainetti è alleggerire il dramma con elementi da action movie e fantastici, che sospendono l’incredulità, ci fanno tornare un po’ bambini e abbassano le nostre difese ciniche e disilluse. Mainetti e i suoi sceneggiatori hanno manipolato gli ingredienti di un fumettone trash romano come alchimisti, distillando una grande storia di amore e di riscatto capace di toccare il cuore. Benedetta Tobagi (14-03-2016) Fonte:...